Ogni quanto cambiare il materasso, la rete e il cuscino

Ogni quanto cambiare il materasso, la rete e il cuscino

Quando cambiare il materasso? È questa una domanda che ci siamo posti tutti, soprattutto quando non si riposa più tanto bene sul vecchio letto per svariati motivi che andiamo a vedere in quest’articolo.

Quanto dura un materasso?

Se volete la risposta breve e concisa a questa domanda, allora dovete sapere che la durata media di un materasso è di circa 7-8 anni, ma non vi nascondiamo che rispondere così a bruciapelo è un azzardo: esso infatti può durare qualcosa in più, ma anche molto in meno, a seconda di tutta una serie di abitudini e dettagli che si devono esaminare per quantificare l’usura del nostro letto. Andiamo quindi per ordine, dando anche qualche regola base e consiglio per capire come allungarne la vita.

Chi riposa sul materasso?

Il peso che deve sostenere è una variabile molto importante per definire una plausibile durata, in quanto vien da sé che una persona che pesa 50 o 60 kg lo sollecita in modo completamente diverso da una che ne pesa 90-100 o più. Ciò che principalmente può saltare all’occhio sono eventuali affossamenti, segno visibile di cedimenti della struttura del materasso che comporta anche, ovviamente, un cattivo riposo.

PRIMA REGOLA: controllare che non ci siano avvallamenti (o anche cigolii e rumori strani) che si traducono spesso in alzatacce notturne e dolori o indolenzimenti al risveglio.

CONSIGLIO: è bene rigirare almeno una volta al mese (o comunque abbastanza regolarmente) il materasso testa-piedi, quindi di 180° in senso orizzontale, in tal modo si evita che si usuri da un unico lato (e questo vale anche su quelli matrimoniali dove dormono due persone con pesi diversi), allungandone la vita.
Sarebbe anche meglio evitare che i bambini vi saltino sopra (scusate bimbi ☹).

Pulizia materasso e igiene

Se i cedimenti possono essere visibili a occhio nudo c’è invece qualcosa che solo al microscopio si può notare: stiamo parlando, purtroppo, dei dannati acari.
Partiamo subito col dire che i materassi di nuova generazione sono per lo più definibili come antiacaro e anallergici, e questo è di per sé vero, in quanto materiali largamente utilizzati come ad esempio il poliuretano (o waterfoam) non sono di origine naturale (quindi sono privi di allergeni) e inibiscono la formazione di colonie di questi aracnidi…eh sì, gli acari fanno parte della stessa famiglia dei ragni!
Il problema può in ogni caso presentarsi per due ordini di motivi: il nostro corpo durante la notte rilascia una piccola quantità di pelle (1,5 grammi circa, che diventano centinaia in un anno), forfora e cellule morte, che sono un pasto ghiotto per i nostri “nemici”, senza contare l’inevitabile accumulo di polvere (fino a 200 grammi in qualche anno).

CONSIGLIO: ovviamente non tutti disponiamo di un microscopio ma potete stare pur certi che qualche ospite indesiderato e invisibile, con il passare del tempo, lo avremo nel nostro letto. Per ridurne la possibilità è bene cambiare e lavare le lenzuola almeno un paio di volte la settimana, aspirare la superficie del materasso (magari con un boccaglio pulito usato solo per questa operazione), usare un battitappeto e infine utilizzare un coprimaterasso per far sì che gli acari non lo raggiungano facilmente.
Brutta notizia anche per gli amanti degli animali: sarebbe meglio evitare che i nostri amici pelosi salgano sul letto, essendo naturalmente portatori di germi e acari (scusate amici a 4 zampe ☹, in realtà neanche noi ci riusciamo).

Umidità del materasso e fonti di calore

Per i motivi di cui sopra mangiare a letto è altamente sconsigliato, e ancor di più lo è farvi cadere liquidi (a chi non piace prendere il caffè a letto? Ecco meglio non farlo! Scusate caffeinomani ☹) o bagnarlo anche solo per pulirlo, in quanto l’umidità è una grande nemica dei materiali che lo compongono.
Anche utilizzando questi accorgimenti c’è da dire che, sempre durante il nostro riposo, espelliamo fino anche a mezzo litro di sudore, che può filtrare all’interno della fodera.
Anche una fonte di calore troppo vicina (una stufa ad esempio) è negativa, perché può deformare i materiali di cui è composto.

SECONDA REGOLA: non bagnare e non utilizzare liquidi per pulire il materasso (se proprio si dovesse macchiare meglio pulire delicatamente con una “pezza stretta stretta”, ovvero appena umida e con saponi delicati). Se è sfoderabile è possibile lavare la sola fodera esterna in lavatrice a 30° e lasciarla asciugare bene prima di riposizionarla. Meglio tenere a debita distanza fonti di calore.

CONSIGLIO: è buonissima regola far arieggiare il materasso giornalmente (anche solo tenendo la finestra aperta e il letto scoperto da coperte e lenzuola) e almeno una volta al mese scoprendolo completamente e cambiandone la posizione, in modo da far evaporare l’umidità. Attenzione però a non esporre alla luce del sole il memory, che essendo fotosensibile ingiallirebbe (questo non vale con la luce artificiale).

Scegliere un materasso di qualità

Cambiare materasso è spesso una scelta dettata dal fatto che ormai su quello vecchio si dorme male, ma come abbiamo visto, nel tempo, si accumulano ospiti indesiderati, umidità e usura “naturale” che inevitabilmente lo rendono meno “performante”.
Vien da sé che bisogna sempre considerare l’utilizzo che si farà del letto: se parliamo di sostituire il materasso su cui dormiamo giornalmente sarebbe meglio non andare al risparmio, perché un buon riposo non ha prezzo, mentre se magari occorre acquistarne uno per la casa vacanze, utilizzandolo una settimana all’anno, è magari possibile risparmiare qualcosina, tenendo sempre in considerazione le proprie necessità e scegliendo sempre prodotti dai materiali strutturali validi.

CONSIGLIO: provare il materasso in negozio può sicuramente aiutare a capire quale sia il modello preferito, ma non crediate che 20 secondi distesi possano bastare per capire se fa per voi. Considerato che è un oggetto così importante che vi accompagnerà negli anni successivi per 7-8 ore a notte, vi consigliamo di leggere con attenzione le specifiche per capire se un determinato modello possa fare al caso vostro, e sicuramente acquistandolo online avrete accesso a tutte le informazioni necessarie.

Smaltimento materassi

Ok abbiamo scelto un nuovo modello, ci è arrivato a casa e ci abbiamo anche dormito: tutto fantastico. Rimane però la bella gatta da pelare del come smaltire un materasso vecchio. Ebbene quello che in molti non sanno è che buona parte dei comuni italiani mette a disposizione dei cittadini un servizio (spesso completamente gratuito) per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti.

CONSIGLIO: contattate il vostro comune di residenza o la ditta che si occupa dei rifiuti nella vostra area, vi sapranno sicuramente dare indicazioni se possono venire a ritirarlo a domicilio o se magari dovete piegarlo e portarlo all’isola ecologica (meno comodo ma meglio che tenerlo buttato in giro o in soffitta, ricordate gli acari vero?).

Quando cambiare la rete a doghe

Anche la rete a doghe ha bisogno di un po’ di attenzione per far sì che il materasso possa durare più a lungo: con il tempo e la pressione è infatti possibile che i listelli della vecchia rete diventino più cedevoli perdendo la loro caratteristica flessibilità o, peggio ancora, che le barre che li sostengono si vadano a inarcare.
Basta un’occhiata ogni tanto per rendersi conto dello stato dei listelli: se alcuni sono appiattiti è possibile sostituire solo le doghe o alcune di esse e tirare avanti un altro po’ (ovviamente questa casistica non incide sulle reti a tavole, che sono piatte e molto più spesse e resistenti).
Nel caso in cui, invece, sia anche solo una barra che ha ceduto sotto il peso inarcandosi, consigliamo di cambiare tutta la rete, in quanto la struttura ha ormai perso la sua integrità (cosa che a onor del vero accade di rado o al massimo con prodotti scadenti).

TERZA REGOLA: utilizzare un supporto adeguato, ovvero una rete a doghe o a tavole di ultima generazione, per allungare la vita del materasso.

CONSIGLIO: almeno una volta all’anno, o magari più spesso se siamo in sovrappeso, è buona norma dare uno sguardo alla rete controllando che la struttura non presenti pieghe e che, se a doghe larghe o strette, i listelli flettano verso l’alto. Inoltre è un’ottima idea utilizzare un coprirete che blocchi il passaggio della polvere che potrebbe arrivare al materasso (vedi sopra).

Quando cambiare il cuscino

Siamo certi che tutti hanno il proprio “cuscino preferito”, quello su cui dormono a meraviglia e che non cambierebbero per nulla al mondo. Ebbene considerate che quanto detto per i materassi vale ancora di più per i cuscini: anch’essi sono affetti da possibili deformazioni, accumulo di batteri e acari (tanto più che ci poggiamo direttamente il viso).

CONSIGLIO: visti i costi più contenuti rispetto al materasso, la raccomandazione è cambiare il cuscino ogni 2-3 anni, anche rispettando le regole del lavaggio di magline e fodere il più spesso possibile. In tal modo si avrà sempre un prodotto pulito, fresco e integro, che sostenga la testa e mantenga in posizione corretta la spina dorsale.

Conclusioni

Purtroppo niente è eterno, quindi prima o poi dovremo lasciare andare il nostro materasso o cuscino preferiti, ma sarà importante, per farli durare più a lungo, mettere in pratica le piccole accortezze che vi abbiamo descritto: ricordate sempre l’importanza di un buon sonno, considerato che, volente o nolente, passiamo circa un terzo della nostra intera vita a letto a dormire.

Noi di Comprarredo siamo sempre a disposizione per qualsiasi dubbio o consiglio vi serva per passare veramente bene quel terzo della vostra vita!

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